Il sottile meraviglioso piacere di ascoltare l'inflessione esotica del suo accento lontano.
I capelli, lunghi e neri e continuamente in movimento. La curva allungata dei suoi occhi, blu. Perdersi nella sicurezza assoluta del suo corpo grande, profumato e forte.
Sentirlo ridere, mentre per l'ennesima volta si prende gioco di me. Il suo sorriso sincero e malizioso che mi sembra di conoscere da anni e che già mi diventa indispensabile.
Cogliere il suo sguardo attento mentre non si perde un mio movimento, sfoderando un grandangolo che annulla gli spazi e i volti tra noi e dietro di noi.
Il modo primordiale in cui mi fa ballare.
L'illusione che mi crea. Il sapore vicino vicino del male che sentirò forte ovunque quando salirà sul treno che lo porta via, da me, per sempre.
E' un film già visto, e sarà per questo che piango ancor prima di iniziare.
C'est la vie..
La mia dottoressa-medico di base mi ha mandato a fanculo.
Sisi proprio a FANCULO.
Sarà normale?
Si, è vero. Ho già l'ansia da partenza e per scaramanzia faccio anche un po' fatica a parlarne, ma tra qualche tempo partirò per l'India e starò via qualche mese.
Spenky è triste, ma non si perde d'animo: sta valutando di sostituirmi con un cane d'appartamento. Nel mentre si chiacchiera.
Spenky: sisi vedrai sarà bellissimo, poi tu sei il perfetto fototipo indiano, vedrai quanti indianini trovi pronti a sposarti.
Riporto la conversazione a Spoc.
Io: Spoc, mi dicono che sono un perfetto fototipo indiano
Spoc: mmm.. con quante t?
......
Come la cento-milionesima donna nel mondo in questo istante.. e come una povera donna in più nella storia delle donne, mi interrogo sulla psicologia maschile. Torno da Philly (dopo una settimana di conferenza, di noia, di aria condizionata troppo alta) e mi aspetto una cena fuori. Dopotutto, usciamo insieme da quelle 2 settimane e mezzo.
Chiamo io ore 20, dialogo.
Ph2: oh sei tornata
Io: già.. (ti ho mandato già 2 messaggi oggi, lo sapevi benissimo)
Ph2: sei a casa? Dai ti vengo a salutare adesso che poi vado a cena con mia sorella.
Io: ... (ECCHECCAZZO)
Arriva
Io: beh, qualcuno non mi doveva portare fuori?
Ph2: ah si...? (balla di fieno che rotola)
Io: si, me l’avevi detto 8 giorni fa, alle 2:49 minuti del mattino, eravamo a letto. Stavamo parlando del fatto che odiavo il tuo telefonarmi la sera alle 20 per chiedermi di uscire, la totale assenza di pianificazione. Tu dicevi che capivi, che avresti imparato.. e mi hai chiesto di uscire, OGGI.
Ph2: ah..
Io: insomma non ti ricordi. E non hai imparato.
Ph2: ma.. ecco.. come..
Io: eh no.. non hai imparato una mazza di niente. Mi sa che non riusciamo a trovare un equilibrio.
Ph2: no va beh.. lo so che ci sono poco, ora sono così.. però..
Io: non ci sei proprio. Se per te è troppo presto per esserci, per me è troppo presto per sopportare il tuo non esserci. Io stasera avevo voglia di vederti, tu no. Mi sembra autoesplicativo. Fine, Kaput.
Ph2: ma quindi il mio tempo di apprendimento.. era questo? Hai deciso tutto tu?
Io: si. Buone ferie
Ph2: ah..uh..
Io: (grugniti)
Ph2: buone ferie allora...
Io: sisi ciao.
Ora io dico: possibile? Possibile che davvero ci tenga a me se mi fa ‘sti numeri? No. E io mi comporto da iena. Se uno mi porta tante rose e mi invita fuori e mi offre una cena meravigliosa mica sono così stronza. Io odio essere comprensiva.
Mi manca, ora (è via da 10 giorni). Lo perdono.. sono sentimentale. Ma credo che, in maniera terapeutica, stasera uscirò con un altro. Così non mi affeziono troppo e attendo il suo ritorno adeguatamente attrezzata (di corna per lui). Come da copione insomma..
La mia settimana di svacco puro a casa dei miei genitori è stata intensa: giornate piene di dolcissimo nulla sulla spiaggia, torpore diffuso, visi amati, chiacchiere rilassate e mai superficiali con persone il cui solo pensiero mi intenerisce e mi rasserena. E anche nuovi amici e possibili amanti.. e le porno-paste in piena notte. Tutto come da copione, il migliore che potessi scrivere, perchè era il mio.
E ora: back to the city, al lavoro. Nella città deserta, mi rendo conto che il giusto bilanciamento della mia vacanza svacco, piena di risate, parole e visi è questo momento di Solitudine adorata.
Sono tornata da qualche ora e così, improvvisamente, anche parlare con l’amica più cara al telefono mi infastidisce. Anche sbattere i tasti per scrivere qualcosa di sensato a chi mi contatta su msn. Invento scuse. Ho voglia di stare da sola con me stessa. Per leccarmi, coccolarmi, pensarmi e ripensarmi, annullarmi in un film o in un articolo o in un libro, finché potrò. Riguardare e rivalutare tutte le parole.
Mi sento sotto una pressione comunicativa eccessiva. Forse ho solo bisogno di tacere, finalmente. Mi trovo a pensare che vorrei viaggiare da sola fingendomi muta.. per imparare a comunicare diversamente. Per fare il tagliando al mio equilibrio, registrare qua e là, cambiare qualche pezzo, aggiustare i livelli e vedere a che punto siamo.
Ora mi va così.
E: posso. Sono sola nel mio piccolo rifugio pieno di sole e posso fare tutto. Una riconquista, una nuova scoperta di me.
Sono libera.
Ma si, dopo un periodo di lavoro allucinante con in più qualche conferenza in giro, perchè non dare a phidanzatino una seconda chance? Così, sembrava ben intenzionato. E si, il bilancio attuale suggerisce di non potersi permettere scarti. E poi mi annoio, quindi.. Insomma, lo riabilitiamo storicamente. E lui.. lui si fuma il tutto con la solita assenza di responsabilità e il solito atteggiamento molliccio: ti chiamo, poi no. Sto con te, poi scompare. Ti-chiamo-tutte-le-sere-faccio-progetti (che ansia), poi si autoimparanoia e riscompare. Emminchia. E dire che cercavo una cosa rilassata.
Poi, bum: casino contraccettivo, tamponato con i noti ripari del giorno dopo. Lui si interessa con due sms, poi parte e non si fa sentire per giorni.
Nel frattempo, che fare? Gli ormoni girano, elaborano, pensano, trovano casa altrove.. e compare, dopo tanto tempo, lui: A. Sensazioni sorprendentemente forti.
Qualche giorno dopo torna fidanzatino. Via msn apprende che non ne voglio più sapere di lui, principalmente per il suo comportamento insensibile e assurdo. Speravo che cogliesse la palla al balzo per dire ‘ok’ e invece stupidamente si impegna a ribaltare la questione: sono io che non ho chiamato, io che non ho risposto ai messaggi. Naturalmente non coglie l’essenza della cosa, cioè che ops, sono sempre io che ho assunto degli ormoni per la salvaguardia di entrambi e che me la sono passata abbastanza male..
Ma non mi importa, ora ho A.: stiamo bene, ci siamo ritrovati, ci rendiamo conto che c’è un’intesa speciale. Passiamo un venerdì sera splendido. La mattina dopo ci dirigiamo a fare colazione su una nuvoletta rosa, in un posto famoso molto fuori mano.. proprio proprio in campagna.
Il cappuccino mi va nettamente di traverso quando vedo, contro ogni calcolo probabilistico plausibile, phidanzatino entrare con una tipa (urenda). Il fato ce l’ha con me, è evidente. Tremo, sudo, in un intento disperato di dissimulazione afferro il cellulare e invio un SOS al membro di supporto del collettivo specializzato in queste situazioni di emergenza..
Lui mi vede, rimane immobile stile statua di sale. Continua a guardare, non mi stacca gli occhi di dosso. Io cerco di rimuovere la sua presenza e mi stringo ad A. Ci ignoriamo, seguendo un tacito accordo di civiltà.
Decido di apporre un velo pietoso a tutta la storia, a tutta questa situazione più che squallida. La nostra stessa presenza lì in doppia coppia rappresenta da sola una magnifica lapide.
E invece, in maniera squisitamente maschile, il nostro invece decide di caricarmi di insulti via messenger, cerca un confronto impossibile, muove grandi concetti, finge sentimenti dove c'era solo desolazione. Peccato che con me i sillogismi precari affondano.
A parte il furibondo incazzo per la richiesta immotivata e illegittima di spiegazioni da parte di una persona che non se ne merita mezza, a parte lo spreco inutile di parole ipocrite, a parte la perdita di tempo e la pressione che i tasti del mio pc devo sopportare.
Devo onestamente, intimamente ammetterlo.. Che soddisfazione.
Ti ferisce avermi visto con un altro? Sai com'è, mi hai deluso tante volte e mi hai perso.
Ora sono solo CAZZI TUOI.